Fra i maestri insigni che la morte ci ha rapiti, e la cui memoria é tramandata a testimonianza del lustro che essi hanno dato alle tradizioni scientifiche e didattiche, merita un posto eminente il compianto Prof. Basilio Focaccia. Questa onoranza vuole essere anche una testimonianza di affetto da noi dovuta agli uomini eletti che, come lui, dedicarono alla scienza e all'insegnamento la maggior parte della loro vita, con un amore che ancora li riconduce in spirito fra noi, al mondo accademico che fu loro consueto, ai richiami di quel che fu il loro più alto ideale.
    A Basilio Focaccia la sorte non prometteva fortuna; ogni passo del suo cammino fu una conquista dell'ingegno e della volontà, scontata con duri sacrifici. Nacque il 14 dicembre 1889 in una frazione del Comune di Montecorice in provincia di Salerno. A 19 anni si arruolò nella Marina militare e vi restò ben 12 anni, partecipando su varie navi alle operazioni della guerra libica e della prima guerra mondiale meritandosi una distinzione al valore. Si congedò col grado di 2° Capo elettricista: modesto traguardo ad una giovinezza già matura.
    Ma intanto si era chiarita in lui quella vocazione agli studi scientifici che avrebbe caratterizzato la sua personalità. Fra una sosta e l'altra dei faticosi servizi di bordo,rinunciando al riposo ed allo svago, aveva dedicato ogni energia all'approfondimento della sua cultura tecnica; tanto che, ritornato nel 1920 alla vita civile, fu in grado di laurearsi in Ingegneria Industriale (Sezione elettromeccanica) presso la Scuola superiore Politecnica di Napoli. E che fosse animato da disinteressata dedizione alla scienza lo si vide quando, anziché pensare ad una lucrosa utilizzazione professionale del titolo, a compenso delle molte ristrettezze patite, decise di dedicarsi alla carriera universitaria.
    Fu assistente volontario nell'anno accademico 1920-21 presso l'Università di Napoli alla cattedra di Elettrotecnica tenuta dal Senatore Prof. Luigi Lombardi: assistente ordinario dal 1 novembre 1921; libero docente in Elettrotecnica generale nel 1925. In quell'anno ebbe dal Consiglio dei professori la supplenza per l'insegnamento della Radiotelegrafia, che fu poi convertita in incarico con estensione al magnetismo navale. Dal 1926-27 venne anche incaricato dell'insegnamento di Misure Elettriche.
    Nel 1930 partecipò al concorso per la cattedra di Elettrotecnica generale alla Scuola di Ingegneria di Pisa presentando 15 lavori di cui 7 in collaborazione; fu classificato al 2° posto, ma ricevette dalla Commissione (formata dagli illustri Professori Guido Grassi, Luigi Zunini, Alberto Dina, Giancarlo Vallauri, Giovanni Quaglia) l'unanime riconoscimento che i suoi lavori comprendevano « pregevoli studi teorici e sperimentali riguardanti specialmente la tecnica delle linee elettriche».
    Nello stesso anno 1930 il Corpo accademico dell'Università di Padova volle assicurarsi la collaborazione del Focaccia nominandolo professore straordinario di Elettrotecnica generale, ma egli dovette rinunciarvi per motivi familiari. Due anni dopo, resasi vacante a Roma la cattedra di Misure Elettriche, il Consiglio dei Professori del nostro Ateneo, presieduto dal Prof. Campanella, fece voti che il Ministero vi assegnasse come professore straordinario il Focaccia che già curava dal 1926-27 quell'insegnamento «con unanime apprezzamento della sua grande competenza scientifica ed assiduità didattica». Ma alla nomina si opposero formalità burocratiche.
    Nel 1934, su proposta del Consiglio dei professori dell'Istituto Superiore di Ingegneria di Napoli, approvata dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il Professor Focaccia venne nominato per «chiara fama», professore ordinario alla cattedra di Misure Elettriche in quell'Università. Nel 1937 ebbe l'incarico dell'insegnamento di Elettrotecnica presso la Facoltà di Ingegneria civile e industriale di Roma; l'anno successivo il Consiglio dei professori di questa Facoltà gli conferì la titolarità della cattedra stessa per «la sua autorità grandissima congiunta ad alta qualità di organizzatore e di animatore che si collegano alla sua età ancor giovanile, all'energia di carattere, alla passione didattica».
    Dal 29 ottobre 1938 passò quindi all'Università di Roma, assumendo anche la direzione dell'Istituto Elettrotecnico, e vi rimase fino al collocamento fuori ruolo per raggiunti limiti di età. Nel 1966 venne nominato professore emerito. Fu Socio dell'Accademia Nazionale dei XL e Socio corrispondente dell'Accademia Pontaniana; ricevette nel 1961 il premio Vallauri per l'elettrotecnica; venne insignito della medaglia d'oro dei Benemeriti dell'Istruzione Pubblica e di quella al merito professionale della Confederazione Generale Italiana Professionisti e Artisti.
    Dell'attività scientifica del Prof. Basilio Focaccia é rimasta un'ampia documentazione. Nel 1934, fra i titoli che gli meritarono la cattedra di Elettrotecnica nell'Ateneo di Napoli, erano citati i suoi lavori a stampa riguardanti la bobina Petersen, il fattore di potenza dei circuiti trifasi squilibrati, la bobina dissonante di Jona, la messa in parallelo delle linee ad alta tensione senza trasformatori, il collegamento del neutro a terra negli impianti ad alta tensione, la determinazione delle costanti delle linee trifasi col metodo delle coordinate simmetriche, i fenomeni di polarizzazione delle cellule elettrolitiche alimentate da correnti pulsanti od alternative, la taratura del vattometro di Bruckmann, la distribuzione delle correnti nelle linee trifasi a regime perturbato, gli impianti di illuminazione pubblica a corrente costante, la misura delle tensioni alternate mediante raddrizzatori a secco. L'originalità di tali studi ebbe nel mondo scientifico unanimi riconoscimenti; speciali consensi ottennero lo studio sulla polarizzazione delle cellule elettrolitiche, nel quale il Focaccia dava la spiegazione del fenomeno invocando l'intervento di strati ionici assorbiti alla superficie degli elettrodi; lo studio sulla bobina Petersen, che fu tradotto anche in francese: quello sul parallelo delle linee senza trasformatori, che venne applicato prima dalla Società Meridionale di Elettricità e poi da società elettriche straniere.
    Le ricerche del Prof. Focaccia erano infatti apprezzate anche all'estero. Nel 1932 egli venne invitato dal Comitato ordinatore del Congresso Internazionale di Elettricità di Parigi a presentare una relazione sulla messa a terra del neutro negli impianti ad alta tensione. Più tardi, per incarico della Fondazione Politecnica del Mezzogiorno d'Italia, curò l'approntamento di un impianto mobile di oscillografo catodico trifase, per organizzare lo studio delle sovratensioni atmosferiche sulle linee di trasporto dell'energia elettrica. Quindi, per invito del Portogallo svolse un ciclo di lezioni presso le Università tecniche di Lisbona e di Oporto.
    Non trascurava nel frattempo l'attività didattica: anzi all'assiduità dell'insegnamento accompagnava la pubblicazione di testi dedicati agli. studenti della sua Facoltà. Per incarico del Senatore Prof. Garbasso aveva già compilato il trattato di Applicazioni elettriche a completamento dell'opera di fisica di Battelli e Cardani; quindi fu autore di quattro volumi di dispense (il campo elettrico, il campo magnetico, i circuiti elettrici,le Applicazioni elettriche) per il Corso di Elettrotecnica dell'Università di Roma.

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